L’Arci ha cambiato sede: “Spazi più consoni all’attività”

L’Arci ha cambiato casa. L’associazione si è infatti trasferita da Via Contrada della Rosa, dove era rimasta dieci anni, alla nuova sede di Via della Cittadella n°18/A.
“Abbiamo comprato questi spazi grazie a un mutuo acceso presso Banca Etica, la banca del terzo settore di cui siamo soci – commenta il Presidente Paolo Marcolini – Si tratta di una sede più confortevole, con spazi meglio organizzati e che ci permetterà di svolgere in modo migliore la nostra attività e i nostri servizi”.
In via della Cittadella trovano posto 7 uffici per ospitare una quindicina di operatori tra dipendenti, volontari, collaboratori e dirigenti.
L’Arci svolge in modo professionale il sostegno alle associazioni, ai circoli curandone gli aspetti organizzativi, logistici, burocratici e contabili. Ma soprattutto in questi periodi di ” tensione ” per lo sviluppo delle attività culturali, l’associazione, cerca di dare sostegno a 360 gradi a tutte quelle iniziative che meritano di continuare a svilupparsi nel rispetto della cultura umanistica e della promozione dell’incontro tra persone e culture. Molte sono le iniziative di cui Arci è promotrice, come la prestigiosa Rassegna Musicale ” Ferrara sotto le stelle ” che ha arricchito la città con prestigiose presenze artistiche. Nato nel 1996 e ben presto riconosciuto come uno dei festival estivi più qualificati in Italia, Ferrara sotto le Stelle presenta ogni anno nella splendida cornice di Piazza Castello e Piazza Municipale, nel cuore della città, un ricco calendario di appuntamenti importanti, che spaziano all’interno di tutta la musica contemporanea, senza alcuna restrizione di genere.

L’ARCI è attiva anche in progetti ed iniziative di carattere sociale, soprattutto diretta ad alcune categorie di cittadini e di soci portatori di diversi disagi. L’approccio a questo tipo di situazione è basato sia sulla valorizzazione dell’importanza dell’apporto culturale nella vita di ognuno e della funzione preventiva di forme di disagio che potrebbero verificarsi in assenza di una programmazione culturale ed aggregativa; ma anche sulla collaborazione diretta a progetti, in diversi campi, con altre associazioni che si occupano prettamente di disagio sociale.








